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PER FARE UN BUON VINO CI VUOLE UN POETA
Sezione dedicata alla poesia, alla musica, alla letteratura e alle arti in genere che hanno reso protagonisti il vino, i vignaioli e le vigne

[autori] [libri&vino] [arte varia e vino]

ma versò il vino e spezzò il pane
per chi diceva ho sete e ho fame

Il pescatore, De André, 1970

Questa sezione ospita i componimenti che ci avete inviato per il concorso di poesia indetto per l’edizione 2014 di CANTINE APERTE, grazie a tutti perché sono bellissime.
La sezione è naturalmente sempre aperta ad accogliere ulteriori componimenti che vorrete inviarci al seguente indirizzo di posta elettronica: info@laguardiense.it

Ai piedi del Taburno di Mirella Morone
Bacco in terra sannita di Nora di Santo
Del vino in bicchiere di Annibale Mancinelli
Falanghina di Pierino Di Staso
Momenti di-vini di Gianni Porto
Nuovi grappoli di Esterina Pacelli
Grazie al sole di Angela Morone
Terra nobile di Lucia Cassese
Terreno divino di Carlo Tabasso
La cantina del cielo di Felice Casucci

Ai piedi del Taburno di Mirella Morone
Ai piedi del Taburno
nel volo delle janare clivi e vallate
intrecciano pampini d’un mare verde.
Generosa terra sannita
un popolo fiero levò i calici vittoriosi.
Profumo soave si spande di vini lucenti:
falanghina e fiano è il vanto
degli eredi Longobardi.
Nell’abbaglio del sole cocente
prospera l’arte dei villici savi
accarezza i chicchi dorati come fanciulli.
Propone un brindisi augurale
in una sinfonia di piaceri antichi.
Vivrò tra i tralci dei fondi
senza interrogare il futuro…
Ubriaco del nettare degli Dei

Bacco in terra sannita di Nora di Santo
Misteriosamente
dalla vetta della sua fortezza medievale,
solenne, scendea.
Un manto spirale di fruttosi viti,
quasi ad avvolgere la dormiente valle sottostante,
parea districar.
Nel contempo il suo sfrenato vitalismo
quelle terre sannite inebriava.
Orsù, dalla feconda natura sensuale,
Bacco, dio del vino,
ad esse si mostrava
tessendole con verdeggianti foglie palmate,
dai color giallo oro e bluastro violetto
succose bacche perlate.
Ebbro di gioia,
festante, ai banchetti vinosi autoctoni sedeva
degustando al fin il nobile e sapido piedirosso.
E con gli occhi rivolti al cielo
contemplando quell’eterea bellezza
tutt’a un tratto esclamò: <<Grazie a Dio!
Grazie a Giove!
Alla sua benevolenza discesa su questi vitigni
consacro questo peculiare brindisi! >>.
Dopo di che, orgogliosamente,
dai campi alla fortezza rimontò.
E una nuova e feconda vendemmia
all’orizzonte si auspicava.

Del vino in bicchiere di Annibale Mancinelli
Dal vino al bicchiere
…e torno bambino
felice nei campi.
Il volto di un padre colorato dal sole
e profumo di mamma,
ginestre, melo e ciliegie.
Un ricordo presente alla terra natia…
ed è già poesia.

Falanghina di Pierino Di Staso
In festa siam
A cantare ci ritroviam
Se brindiamo con il vino
della terra, che nel cuore abbiamo.
Dal Castello insieme guardiamo,
l’immenso verde ad aspettar
la vendemmia arrivar.
Dalla collina al Calore
da secoli vino facciam,
tanto buono, tanto amato
dai nostri avi tramandato.
A sera anche gli uccelli,
brilli, gai cinguettano
sulla pianta secolare.
Falanghina birichina
a noi tutti le ginocchia
fai piegar.
Dolce è con te cantar
ebbri gli occhi brillano,
rulla nel petto il cuor
non so di quale gioia vago.

Momenti di-vini di Gianni Porto
Quando bevo un bicchiere di vino, mi torna alla mente quando ero bambino, quando andare coi miei nonni in campagna era, per me, piccolino, una grande cuccagna. Nella mia mente quelle ceste di uva rossa, ed il contadino con la pancia grossa, la moglie a preparare bruschette , di lei ricordo le grandi tette. A quel vino che sapeva di aceto, a noi di berlo era fatto divieto, ma mi ricordo la grande emozione di quando accompagnava la gran libagione. Oggi che degusto aromi e tannini, non mi dimentico di quando eravamo bambini, ed a quanto questo dono di Bacco mai potrò bere con freddo distacco.

Nuovi grappoli di Esterina Pacelli
Nuovi grappoli
nuova vite
è il viaggio che ricomincia
le mille bollicine illuminano la notte.
Vino.

Grazie al sole di Angela Morone
Grazie al sole che
tra
ogni chicco fa
capolino
viene ottimo il
nostro vino.
Lo rende forte e
genuino
e lo si beve anche
di mattino
L’Aglianico è
robusto
e lo si beve con
gusto
La Falanghina è
delicata
e la si beve per
la grigliata

Terra nobile di Lucia Cassese
Colline distese al sole
solcate da filari di viti
che dolcemente scendono a valle.
Colori,profumi,sudore.
Sudore di uomini dalle grandi mani
laboriosi e affaticati
Terra resa nobile
odiata,amata e vissuta.
La nostra Terra.

Terreno divino di Carlo Tabasso
Un bicchiere tira l’altro
di buon vino dopo il pasto
che sia bianco che sia rosso
certo è d’uva il prodotto.
È l’impegno, così tanto
fare di meglio è solo un vanto
il lavoro è con passione
anche qualche delusione.
Ma ci si crede, si va avanti
si è un popolo di ruspanti
e quando arriva la nuova stagione
neppur si ferma davanti un cannone.
Un angolo di colline, fra i monti del creato
la gente Guardiese ha meritato
forse non sapendo d’aver ereditato
terreno divino, terreno lodato.
Benedetto sia il suolo sannita
Benedetto sia per tutta la vita.

La cantina del cielo di Felice Casucci
Al cielo capovolto in un’eco distante regalo
La lezione che deriva dal legno secolare e il
Vomere che gli si è ritorto contro affinando
La leva delle mani che lo distesero in ombra.
Al contadino che ne ha fatto di strada per la
Bocca che lo ha assaggiato regalo il brindisi
Di una stella ogni volta diversa strappata al
Rumore di fondo di una notte pescatrice.
Alla morte e alla vita supine entrambe sulle
Ali distese dei sogni suonatori regalo almeno
Una volta un sorriso e un ricordo pericoloso
E pensoso di cui far traccia con mille parole.
Al viandante il cammino all’amore la propria
Essenza alla solitudine la sua pena che fa un
Po’ fatica a tornare tra i cuori distillati che le
Girano intorno come moti del cerchio solare.
Al vino che la nostra servitù coltiva di giorno
In giorno regalo il regalo delle nozze di ogni
Coppa colma di doni sorprendenti e una vera
Regola: obbedire è degli schiavi, servire dei re.